Istituto Luce Cinecittà

Milano San Vittore è un carcere che riesce a non farsi odiare dai suoi 2700 detenuti tra cui 200 donne ufficio matricola in questa stanza si recupera o si perde la libertà sotto il Sacro emblema della rete chiamata dal papà Ratti si allungano le sbarre del cancello pesanti come il cuore di chi la barca nei seminterrati laboratori si confezionano si dipingono statuine si intrecciano canestri e sport e qualcuno pensa forse ha un bimbo che si porterà a scuola la merendina in una sporta di cui non sa la provenienza Distrutta durante la rivolta alla biblioteca sta rinascendo ha già 6000 volumi e ce ne vorrebbero almeno diecimila rinati pure i gabinetti medici gli ambulatori reparto chirurgico pneumotorac Sono gli stessi detenuti a fare da cuochi in queste cucine oggi il detenuto in Italia riceve 500 g di pane una miscela di caffè oltre uno speciale trattamento Nei giorni festivi Quando è l'ora del rancio si aprono gli spioncini delle Celle le mani ritirano La Gavetta fumante confortatric Sul muro di cinta i detenuti Hanno dipinto una veduta di Firenze metà degli occhi che saltano dagli spicchi del cortile durante l'ora d'aria lungo i ballatoi dei ragg Passeggiano gli agenti Ma quando scende la sera nelle brande che si allineano 3 per cella si diffonde Nella tristezza una pietra È un riposo e questo è merito della comprensione umana di chi dirige San Vittore

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