Angelo Agrigento

La città degli agrigentini si distingue dal maggior parte delle città anche per la posizione è il soprattutto per la bellezza delle sue costruzion È stata fondata 18 stadi dal mare così da non essere privata di nessuno raggi che ne derivano da sua cinta muraria sia per natura che per costruzione è particolarmente sicura le mura sono situate su una rupe aspra e dai lati scoscesi e sono circondate da fium La città è riccamente abbellita di templi e portic Il tempio di Zeus Olimpio Inoltre non è stato completato ma per concezione grandezza non sembra inferiore a nessuno di quelli della Grecia stupore e ammirazione trapelano nelle parole scelte da Polibio per descrivere Agrigento di fronte a questa Antica Colonia ricco di megalopoli abbandona il suo stile Solitamente il freddo e disadorno e ci regala una panoramica pittoresca ed emozionata della citt La più bella delle città dei mortali l'aveva definita Pindaro Nella seconda metà del quinto secolo consegnandola un mito che l'avrebbe accompagnata per secoli e secol Ma le tracce dell'antica Agrigento non sono solo quelle che ci ha lasciato la civiltà magnogreca tu Livio descrive la città al tempo dell' avvenuta romanizzazione della Sicilia la chiama ancora la polis degli akragantini ma il suo nome ormai non è più Akragas e Hagri Agrigento entra nella storia romana in maniera traumatica perché Nel III secolo avanti Cristo si trova in tutte e due le guerre puniche in prima line Conflitto è compresa tra i punici e i romani ovviamente e quindi viene assediata più volte è la popolazione anche messa in schiavitù c'è una fase drammatica che l'archeologia anche fa vedere in cui sappiamo che i cittadini si sono inseriti nel tempio di Giove Olimpio che era trasformato in Fortezza però c'ho malgrado la c espugnata i romani conquistano definitivamente Agrigento nel pieno della seconda guerra punica

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