Santa Maria a Poppiena

Via Dante Alighieri, 47, 52015 Pratovecchio AR, Italia

La pretesa del conte Neri di usare la religione come instrumentum regni non era condivisa dai camaldolesi di Santa Maria a Poppiena, la badia della curia di Pratovecchio nota fin dal 1058. Non la condivideva neppure la benefattrice che volle per la chiesa monastica l’Annunciazione con Santi. Il suo nome compare nel listello inferiore del dipinto, che recita:CHATERINA DELLO BARNINO A FATTO FARE QUESTA TAVOLA P. L’ANIMA.All’inizio del Quattrocento la generosa Caterina di Barnino si rivolse al pittore Giovanni di Marco, conosciuto con il nome di Giovanni da Ponte perché aveva la bottega presso Santo Stefano al Ponte, al centro di Firenze.Giovanni da Ponte, concepì una tavola tricuspidata a cui più tardi fu conferita l’attuale forma rettangolare. Doveva ornare l’altar maggiore. Solo in un secondo momento fu sistemata nella cappella rinascimentale in cui oggi si trova. Lo stile adottato fu quello in auge all’inizio del Quattrocento: il gotico, contaminato però da caratteri della nuova pittura evidenti nei colori densi, nei chiaroscuri marcati, nelle pieghe voluminose delle vesti.Nelle nicchie laterali disegnò due figure care ai monaci perché modelli di penitenza: Giovanni Battista e Maria Maddalena. Solo che preferì dar risalto ai loro legami con Gesù. Giovanni (capelli incolti e rozza pelle per vestito) esibisce nel cartiglio le parole proferite al culmine della sua testimonianza: Ecce Agnus Dei. La Maddalena avvolta nella veste rossa (il colore dell’amore) è raffigurata come la peccatrice che recò l’ampolla con l’unguento prezioso, e asciugò con i capelli i piedi del Maestro bagnati dalla sue lacrime.L’anta centrale contiene la scena dell’Annunciazione. In alto le Persone della Trinità si muovono, decise, verso la cittadella chiusa del mondo, rappresentato dal palazzo turrito che fa da sfondo. Nella parte bassa Gabriele è ritratto (le ali variopinte come l’iride) ancora sospeso per aria, mentre rivolge all’eletta il saluto misterioso: Ave, gratia plena! La Donna, “porta del cielo”, è il punto verso cui guardano e si muovono tutte le figure.Quello che sorprende è l’atteggiamento di Maria. Il suo volto è sollevato. Gli occhi fissano l’Angelo, senza alcun imbarazzo, senza timori di sorta. Le mani sono alzate e aperte verso l’interlocutore, nella posizione di chi sembra dire: «Un momento!... Tu mi proponi di diventare madre. Ma io ho un progetto di vita, a cui non intendo rinunciare. E il mio progetto non prevede che per ora abbia dei figli». Effettivamente nel racconto dell’evangelista Luca, prima di essere la donna del fiat Maria è stata la donna del pos, parola greca che significa: Come? «Come può avvenire quello che annunci senza che debba rinnegare le mie libere scelte?»...In una società nella quale la donna valeva qualcosa solo se dipendente da un uomo, Maria ha trovato il coraggio di anteporre l’etica della responsabilità all’etica dell’obbedienza. Tanti cristiani lo dimenticano, anche se Dio Padre è rimasto «con lei».

Testo di: Pasetto Francesco

#CapodannoToscano

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