L’Annunciazione è fra i motivi più trattati dai pittori toscani. Rappresenta l’inizio della storia della salvezza cristiana: il momento decisivo in cui «il Verbo si fa carne». In Casentino si conservano diversi capolavori ispirati a questo tema. Uno, particolarmente delicato e ricco di figure, è esposto qui, nel battistero della pieve di Stia dedicata a Santa Maria Assunta. La scritta che corre alla sua base ne racconta la storia. Dice:HOC OPUS FIERI FECIT COMES NERIUS DE MUTILIANA AD HONOREM B. VIRGINIS MARIAE ET MICHAELIS ARCANGELI A. D. MCCCCXIIIIDunque fu il conte Neri di Modigliana a commissionare il trittico per la cappella del suo castello di Porciano, dove il dipinto è rimasto fino al 1925. Il pittore incaricato di eseguire l’opera fu il quarantenne Bicci di Lorenzo, che nella bottega fiorentina d’Oltrarno aveva appreso l’arte dal padre Lorenzo e, a sua volta, la trasmetterà al figlio Neri.Nelle nicchie laterali Bicci ritrasse quattro santi cari alla pietà popolare. Partendo da destra: san Giovanni evangelista, santa Margherita, san Giacomo Minore e san Michele. A differenza degli altri personaggi, l’Arcangelo guarda, deciso, verso la gente. Tiene alta la spada: l’arma con cui ha vinto Lucifero impersonato nel drago giacente sotto i suoi piedi. Come princeps sacrae militiae (capo della milizia celeste), ha riscosso l’ammirazione prima dei Longobardi, poi di tutti i milites, a cominciare dai bellicosi conti Guidi. La nicchia centrale ci introduce nella zona più intima di una casa quattrocentesca: la camera da letto con il suo prezioso baldacchino. Questo lo scenario in cui il pittore ambienta l’incontro dell’angelo con Maria di Nazaret. Gabriele ha le fattezze di un giovane, delizioso ma anche tanto autorevole da benedire la donna. Dall’alto si affacciano il Padre e lo Spirito Santo in forma di colomba.Maria è ritratta come una giovane donna, chiusa in casa e tutta raccolta nella lettura del libro sacro, aperto sulle ginocchia. Il suo atteggiamento è quello umile della “serva del Signore” che sta per pronunciare il suo fiat: sì, sì, avvenga di me secondo la tua parola! Guardiamola bene: appare l’immagine stessa della sottomissione, dell’obbedienza alla volontà altrui. E proprio queste erano le disposizioni d’animo che, secondo il conte Neri e tutti i suoi pari, la religione doveva inculcare nell’animo della gente.Ma il racconto del vangelo di Luca – a cui ogni Annunciazione dovrebbe ispirarsi – presenta davvero Maria come una fanciulla remissiva e quasi impaurita? E i pittori suggeriscono tutti, concordi, un’immagine rinunciataria di colei che il popolo cristiano si ostina a chiamare “Madonna”, ossia “mia Signora”?

Testo di: Pasetto Francesco

#CapodannoToscano

CONDIVIDI LA PAGINA!