L'inno dei lavoratori di Filippo Turati

Via Filippo Turati, 10, 20121 Milano MI, Italia  

Claudio Cereda

Su fratelli, su compagne,su, venite in fitta schiera:sulla libera bandierasplende il sol dell'avvenir. Nelle pene e nell'insulto ci stringemmo in mutuo patto, la gran causa del riscatto niun di noi vorrà tradir. Il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà: o vivremo del lavoro o pugnando si morrà. o vivremo del lavoro o pugnando si morrà. o vivremo del lavoro o pugnando si morrà.La risaia e la minieraci han fiaccati ad ogni stentocome i bruti d'un armentosiam sfruttati dai signor. I signor per cui pugnammo ci han rubato il nostro pane, ci han promessa una dimane: la dima si aspetta ancor. Il riscatto del lavoro...L'esecrato capitalenelle macchine ci schiaccia,l'altrui solco queste bracciason dannate a fecondar. Lo strumento del lavoro nelle mani dei redenti spenga gli odii e fra le genti chiami il dritto a trionfar. Il riscatto del lavoro...Se divisi siam canaglia,stretti in fascio siam potentisono il nerbo delle gentiquei che han braccio e che han cor. Ogni cosa è sudor nostro, noi disfar, rifar possiamo la consegna sia: sorgiamo troppo lungo fu il dolor. Il riscatto del lavoro...Maledetto chi gavazzanell'ebbrezza dei festini,fin che i giorni un uom trascinisenza pane e senza amor. Maledetto chi non geme dello scempio dei fratelli, chi di pace ne favelli sotto il pie dell'oppressor. Il riscatto del lavoro...I confini scelleraticancelliam dagli emisferii nemici, gli stranierinon son lungi ma son qui. Guerra al regno della Guerra, morte al regno della morte contro il dritto del del più forte, forza amici, è giunto il dì. Il riscatto del lavoro...O sorelle di faticao consorti negli affanniche ai negrieri, che ai tirannideste il sangue e la beltà. Agli imbelli, ai proni al giogo mai non splenda il vostro riso: un esercito diviso la vittoria non corrà. Il riscatto del lavoro...Se eguaglianza non è frode,fratellanza un'ironia,se pugnar non fu folliaper la santa libertà Su fratelli, su compagne, tutti i poveri son servi: cogli ignavi e coi protervi il transigere è viltà.

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